Cru Serragrilli
0,90 ettari con Nebbiolo Barbaresco DOCG
MAPPA DEL VIGNETO (fai clic sul link).
Un video della proprietà e dei vigneti si può trovare nel link qui.
0,90 ettari di vigneto Nebbiolo, Barbaresco
0,675 ettari dal 2005 e 0,225 ettari dal 2018.
Il vigneto si trova su una dorsale a 500 metri a nord di Neive, con i suoi circa 3000 abitanti.
Questa è la mappa Google interattiva di tutti i nostri vigneti.
http://www.lifeinitaly.com/tourism/piedmont/neive
ENOLOGO / VIGNAIOLO: Claudio Roggero, Castello di Neive
Regole per la produzione di Barbaresco MGA e Barbaresco Docg del "Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani" e Versione italiana originale, con link al Consorzio.
Estratti dal libro “Barbaresco MGA” av Alessandro Masnaghetti
BARBARESCO: INTRODUZIONE La zona di produzione del Barbaresco, ufficialmente delimitata nel 1966 con il riconoscimento dello status di DOC (denominazione controllata), è rimasta invariata fino a oggi e comprende il territorio di 4 diversi comuni (a differenza degli undici del Barolo): Barbaresco, Neive e Treiso, che rientrano interamente nei confini della denominazione, e Alba, che ne fa solo marginalmente parte, più precisamente con la piccola area di San Rocco Seno d’Elvio. Secondo il disciplinare di produzione attualmente in vigore, il Barbaresco, in quanto vino che, dal 1980, gode dello status di denominazione controllata e garantita (DOCG), deve rispettare i seguenti parametri:
Vitigno: 100% Nebbiolo.
Produzione massima per ettaro: 8 tonnellate metriche o 54 ettolitri o 7.200 bottiglie di vino.
Invecchiamento minimo legale: 26 mesi a partire dal 1° novembre successivo alla vendemmia, 9 dei quali in botti di legno. Il termine “Riserva” può essere usato in etichetta quando il vino è stato affinato per 50 mesi, calcolati ancora una volta a partire dal 1° novembre successivo alla vendemmia.
Gradazione alcolica minima: 12.5% vol.
Acidità totale minima: 4.5 grammi per litro.
Estratto secco minimo: 22 grammi per litro. In etichetta – oltre al nome della denominazione Barbaresco e, in alcuni casi, alla specificazione dello status di “Riserva” – può comparire: Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA o “cru” (ad es. Barbaresco Asili). Vigina (“vigneto”), ma solo se usato insieme al nome di una MGA (ad es. Barbaresco Montefico Vigina Bric Mentina). In quest’ultimo caso, l’aggiunta della parola “Vigina” non è necessariamente indice di qualità superiore rispetto a un Barbaresco che riporti soltanto l’indicazione MGA, e ciò nonostante il fatto che l’uso della parola “Virgina” obblighi il produttore a ridurre le rese del 10%, da 8 a 7.2 tonnellate per ettaro (da 3.2 a 2.88 tonnellate per acro).
IL TERRITORIO Situata a pochi chilometri a nord-est di Barolo, la denominazione Barbaresco si estende su un’area più piccola, che a sua volta rientra nell’area più ampia nota come Langhe. Questa denominazione si estende in un unico blocco caratterizzato da una lunga e ramificata dorsale collinare delimitata a nord dalla valle del fiume Tanaro, a ovest dalla stretta valle del torrente Elvio e a est dalla valle del torrente Tinella. Questa lunga dorsale, che inizia poco oltre cappelletto nel comune di Treiso e scende verso la valle del Tanaro, può a sua volta essere suddivisa in due diversi versanti: uno a est, più fresco e più piccolo, e l’altro a ovest, decisamente più ampio e più diversificato e, in generale, anche più caldo.
IL SUOLO La denominazione Barbaresco fa parte del “Bacino terziario piemontese” ed è caratterizzata da suoli marnosi, da arenarie e da sabbie di colore e dimensione del granulo variabili. Questi suoli possono poi essere ulteriormente suddivisi in due grandi categorie: Tortoniano-Serravalliano e, più specificamente, le Formazioni di Lequio, e Tortoniano, o le marne di Sant’Agata Fossili, due tipi di suolo che troviamo, rispettivamente, a Serralunga d’Alba e a La Morra nella zona di produzione del Barolo. Anche se la tua conoscenza dei due vini in questione è limitata, probabilmente sai che Barolo e Barbaresco hanno caratteristiche diverse; il primo più strutturato e più bisognoso di invecchiamento, il secondo più elegante e più pronto quando è giovane, come se i suoli, di conseguenza, non avessero alcuna influenza sul risultato finale.
Serragrilli
Neive – 44°44’1.28”N 8°7’15.83”E
Superficie complessiva: 212.77 acri
Superficie vitata: 25%
Altitudine: approx. 690 – 885 ft
Vitigni: nebbiolo (26%), barbera (22%), dolcetto(12%), Langhe rosso (8%), Langhe bianco (10%), moscato (22%)
Facilmente visibile dalla strada che va da Neive a Casagnole Lanze, Serragrilli ha proprio su questo lato i suoi migliori appezzamenti vitati. Dei due che si possono individuare, questo è l’unico a essere fermentato separatamente, con risultati positivi, va detto, e con uno stile che può ricordare quello di Bordini (il versante sud), sebbene più pronto e più rifinito.
Esposizione: sud-est per la parte che guarda Rivetti e Canova, ovest per la parte che guarda Le Doti estale, da nord a nord-ovest nelle parti rimanenti.
Etichette: Barbaresco Serragrilli – Ballaglio; Barbaresco Serragrilli (anche Riserva) – Bricco Grilli; Barbaresco Serragrilli – Collina Serragrilli; Barbaresco Serragrilli (anche Riserva) – La Contea; Barbaresco Tre Donne – Giuseppina Lequio; Barbaresco Serragrilli – Marchesi di Barolo.







