Cru San-Cristoforo

0,48 ettari di Nebbiolo Barolo DOCG del 2016
Il vigneto si trova su una cresta a 800 metri a ovest di Neive, con i suoi circa 3000 abitanti.


0,43 ettari di vigneto di Nebbiolo Barbaresco con vecchie viti del 1987.
http://www.lifeinitaly.com/tourism/piedmont/neive

Questa è la mappa interattiva di Google di tutti i nostri vigneti.

ENOLOGO / VIGNAIOLO:  Fabrizio Ressia

Regole per la produzione del Barbaresco MGA e del Barbaresco Docg del "Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani" e Versione italiana originale, con link al Consorzio

Estratti dal libro “Barbaresco MGA” av Alessandro Masnaghetti   

BARBARESCO: INTRODUZIONE 

La zona di produzione del Barbaresco, ufficialmente delimitata nel 1966 con il riconoscimento dello status DOC (denominazione controllata), è rimasta invariata fino a oggi e comprende il territorio di 4 diversi comuni (a differenza degli undici del Barolo): Barbaresco, Neive e Treiso, che rientrano interamente nei confini della denominazione, e Alba, solo marginalmente parte della zona di produzione, più precisamente con la piccola area di San Rocco Seno d’Elvio. Secondo il disciplinare attualmente in vigore, il Barbaresco, in quanto vino che dal 1980 gode dello status di denominazione di origine controllata e garantita (DOCG), deve rispettare i seguenti parametri: 

Vitigno: 100% Nebbiolo.
Produzione massima per ettaro: 8 tonnellate metriche o 54 ettolitri o 7.200 bottiglie di vino.
Invecchiamento minimo legale: 26 mesi a partire dal 1° novembre dopo la vendemmia, di cui 9 in botti di legno. Il termine “Riserva” può essere usato in ეტichetta quando il vino è stato affinato per 50 mesi, calcolati ancora una volta dal 1° novembre successivo alla vendemmia.
Titolo alcolometrico minimo: 12,5% vol.
Acidità totale minima: 4,5 grammi per litro.
Estratto secco minimo: 22 grammi per litro. 

In etichetta – oltre al nome della denominazione Barbaresco e, in certi casi, alla specificazione dello status “Riserva” – possono comparire: Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA o “cru” (ad esempio Barbaresco Asili). Vigina (“vigna”), ma solo quando usato insieme al nome di una MGA (ad esempio Barbaresco Montefico Vigina Bric Mentina). In quest’ultimo caso, l’aggiunta della parola “Vigina” non è necessariamente un’indicazione di qualità superiore rispetto a un Barbaresco che riporti soltanto l’indicazione MGA, e ciò nonostante il fatto che l’uso della parola “Virgina” obblighi il produttore a ridurre le rese del 10%, da 8 a 7,2 tonnellate per ettaro (da 3,2 a 2,88 tonnellate per acro).   

IL TERRITORIO Situata a pochi chilometri a nord-est di Barolo, la denominazione Barbaresco si estende su un’area più piccola, che rientra anch’essa nell’area più ampia nota come Langhe. Questa denominazione si estende in un unico blocco caratterizzato da una lunga e ramificata dorsale collinare delimitata a nord dalla valle del fiume Tanaro, a ovest dalla stretta valle del torrente Elvio e a est dalla valle del torrente Tinella. Questa lunga dorsale, che inizia poco oltre Cappelletto nel comune di Treiso e scende verso la valle del Tanaro, può a sua volta essere divisa in due diversi versanti: uno a est, più fresco e più piccolo, e l’altro a ovest, decisamente più ampio e variegato e, in generale, anche più caldo.  

IL SUOLO La denominazione Barbaresco fa parte del “Bacino terziario piemontese” ed è caratterizzata da suoli marnosi, da arenarie e da sabbie di colore e granulometria variabili. Questi suoli possono poi essere ulteriormente suddivisi in due grandi categorie: Tortoniano-Serravalliano e, più specificamente, le Formazioni di Lequio, e Tortoniano, oppure le marne di Sant’Agata Fossili, due tipi di suolo che troviamo, rispettivamente, a Serralunga d’Alba e a La Morra nella zona di produzione del Barolo. Anche se la vostra conoscenza dei due vini in questione è limitata, probabilmente sapete che Barolo e Barbaresco hanno caratteristiche diverse; il primo più strutturato e più bisognoso di affinamento, il secondo più elegante e pronto da giovane, quasi che i suoli, di conseguenza, non avessero alcuna influenza sul risultato finale.   

San Cristoforo Neive – 44°42’56.59”N 8°6’23.37”E
Superficie totale: 170,97 acri
Superficie vitata: 57%
Altitudine: ca. 720 – 1215 piedi
Vitigni: nebbiolo (49%), barbera (16%), dolcetto (11%), Langhe rosso (8%), Langhe bianco (10%), moscato (6%)  

Dal Rondò di Neive, la rotatoria subito sotto il centro abitato del comune, praticamente fino alla frazione di Gavello, i vigneti sul lato sinistro della strada fanno tutti parte del cru San Cristoforo. Una superficie molto estesa, che tocca il punto più alto di questo settore del comune – non lontano dal magnifico belvedere della tenuta San Cristoforo – ed è anche piuttosto variegata. La posizione dominante e molto aperta in alto fa sì che persino i siti teoricamente più freschi diano risultati molto rispettabili, vini di buona struttura ma talvolta un po’ austeri nel carattere, che richiedono alcuni anni di affinamento in bottiglia per amalgamarsi e distendersi completamente.   

Esposizione: da sud-ovest a nord-ovest per la parte rivolta verso Barbaresco; da sud-est a nord per le restanti parti. 

Etichette: Barbaresco San Cristoforo – Domenico Filippino; Barbaresco Riserva San Cristoforo – La Contena; Barbaresco San Cristoforo Campo Quadro (anche Riserva) – Punset; Barbaresco San Cristoforo – Pietro Rinaldi; Barbaresco e Barbaresco San Cristoforo (anche Riserva) – Sassi San Cristoforo